Il 2019 è stato l’anno dei ransomware. A decretarlo è il Microsoft Digital Defense Report, che evidenzia come nel corso dell’anno passato siano state ben 13 miliardi le mail potenzialmente nocive bloccate.
Le indagini del colosso di Redmond evidenziano inoltre un rapido e preoccupante aumento della sofisticatezza degli attacchi. Identificare gli attaccanti è sempre più complicato e le loro tecniche mettono in pericolo sempre più spesso anche gli utenti più esperti.
Il National Digital Officer di Microsoft Italia, Carlo Mauceli, ha sottolineato sulle pagine de Il Sole 24 Ore come l’attuale situazione sia molto delicata. Gli asset di un intero Paese sono quotidianamente a rischio.
Come era già stato evidenziato nel rapporto Clusit 2020, in Italia i pericoli legati al phishing e al social engineering sono aumentati del’81,9% rispetto al 2018. Inutile ribadire come tali problematiche si siano moltiplicate a causa della pandemia Covid.
L’ossessiva ricerca di informazioni da parte delle persone ha spronato l’incremento di mail contenenti Url creati per rubare credenziali e altri dati sensibili. Il rapporto Microsoft evidenzia, inoltre, come i ransomware siano la principale causa dell’intervento del loro team di incident response. Gli attacchi subito recentemente da Luxotica e dall’Università di Tor Vergata sono la dimostrazione di come i gruppi di cybercriminali siano sempre meglio organizzati e pericolosi.
Anche gli attacchi nei confronti dei dispositivi IoT (Internet of Things) sono in continua evoluzione. Nella prima metà del 2020, a livello mondiale, è stato registrato un incremento del 35% rispetto alla seconda metà del 2019. Tra i maggiori “colpevoli” di questo aumento generale degli attacchi vi è spesso l’impreparazione dei sistemi di difesa della aziende.
La nuova sfida è sicuramente rappresentata dal notevole aumento dei remote workers, che hanno messo a dura prova i sistemi di cybersicurezza di tutte le imprese.
