Intercettazione illecita di comunicazioni telematiche, trattamento illecito di dati personali, accesso abusivo al sistema informatico e depistaggio. Queste sono le accuse che hanno portato all’arresto di un ex collaboratore (ora in carcere) e di un ex dipendente (in questo momento ai domiciliari) dopo un’indagine interna alla grande azienda italiana Leornardo.
Stando alle prime indiscrezioni, molti sarebbero i giga di dati che le due persone avrebbero sottratto al colosso dell’aereospazio, tra questi molte informazioni militari sensibili. Si parla di circa 10 gigabyte.
“L’Azienda, ovviamente parte lesa in questa vicenda, ha fornito fin dall’inizio e continuerà a fornire la massima collaborazione agli inquirenti per fare chiarezza sull’accaduto e a propria tutela. Si precisa infine che dati classificati ossia strategici sono trattati in aree segregate e quindi prive di connettività e comunque non presenti nel sito di Pomigliano”. Questo il comunicato ufficiale diramato da Leonardo attraverso i suoi canali istituzionali.
I primi segnali di un attacco erano stati identificati dall’azienda già nel 2017, quando la cybersicurezza interna aveva identificato un traffico di rete anomalo, generato da un software denominato “cftmon.exe”, sconosciuto agli antivirus della società. Il traffico, viene specificato da una nota ufficiale della Polizia delle Comunicazioni, era diretto verso la pagina web “www.fujinama.altervista.org”, oggi posta sotto sequestro preventivo.
Le successive indagini hanno evidenziato come, per quasi due anni (da maggio 2015 a gennaio 2017), le strutture di Leonardo S.p.a. erano state colpite da un attacco informatico persistente (una APT, ovvero Advanced Persistent Threat) che aveva per due anni consentito l’esfiltrazione di “rilevanti quantitativi di dati e informazioni classificati di rilevante valore aziendale”.
Il colpevole è stato identificato come un addetto alla gestione della sicurezza informativa, oggi in carcere per le accuse sopraccitate. L’attacco informatico, specifica la Polizia Postale e delle Comunicazioni, è stato classificato come “estremamente grave” in quanto avrebbe interessato ben 94 postazioni di lavoro, 33 delle quali situate presso lo stabilimento di Pomigliano D’Arco.
L’altra persona coinvolta, attualmente ai domiciliari, è stata identificata nella figura del responsabile del C.E.R.T. (il Cyber Emergency Readiness Team) della società.
Come ribadito pocanzi, Leonardo S.p.a. precisa che i dati di maggiore importanza per la società sarebbero tuttora al sicuro, segregati in aree prive di connettività.
